007 » Scrittura e postura

Il tema di questa settimana è piuttosto serio. Vi parlerò della salute dello scrittore.

Se il vostro sogno è diventare una scrittrice o uno scrittore, non dimenticatevi che l’attività è molto sedentaria e, di conseguenza, nuoce alla salute se non prendete delle contromisure. Scrivere fa assai bene alla mente, ma fa male al corpo.

 

Quando si parla di scrittura, ci si dimentica fin troppo spesso della questione fisica. Scrivere è piuttosto impegnativo dal punto di vista fisico, perché si sta seduti tutto il tempo. E stare sempre seduti per tot ore al giorno è… malsano. Peggio ancora se aggiungete le ore di scrittura ad altre ore in cui state seduti (in classe, in ufficio, in macchina…).

Come già dicevo in un’altra considerazione, per almeno 15 anni non c’è stato giorno in cui non abbia scritto almeno un po’. Ovvero, per 15 anni sono stato seduto alla scrivania. Tentavo di realizzare i miei sogni di sera e di notte, mentre di giorno lavoravo e spesso lavoravo seduto (da buon informatico). Di conseguenza per troppi giorni della mia vita sono stato seduto per almeno 10 ore al giorno.

Malissimo.

Fino a una certa età ero uno sportivo, resistente, instancabile. Vi evito la lista di cose fatte e vinte, primo perché non contano un fico secco (nessun premio nazionale), secondo perché sarebbe puro ego e di quelli di bassa lega. Vi basti sapere che sono sempre stato un tipo tutt’altro che sedentario. Purtroppo l’innata incoscienza del tempo che passa e il raggiungimento dell’età lavorativa, uniti alla musica e alla scrittura, mi hanno portato ad abbandonare qualsiasi attività fisica (aggiungo, suonavo la batteria: seduto, sedutissimo, compiendo migliaia di movimenti parziali con braccia e gambe e torso. Tremendo – I batteristi professionisti insegnano varie tecniche di stretching e di ginnastica per mantenersi sani ed elastici, per evitare che lo strumento vi consumi.)

Che esista una relazione o meno, poco dopo i quarant’anni ho scoperto di soffrire della Sindrome delle Gambe Senza Riposo, per gli amici RLS (da Restless Legs Syndrome). Ovvero, arrivati al presente, stare troppo seduto durante il giorno m’impedisce di dormire bene di notte. (Non so a voi, ma a me sembra la mia personale pena del contrappasso. LOL.)

Fine parentesi personale, pure noiosa. Scusate. Mi serviva per dire quanto segue.

Se anche la scrittura non ha avuto una relazione diretta con l’insorgenza della RLS, una cosa è certa: oggi giorno mi mette in seria difficoltà. E proprio per questa mia sensibilità al tema, posso dirvi con franchezza che se fossi in voi e avessi davvero intenzione di scrivere, troverei il modo più congeniale per non farlo sempre da seduto sin dall’inizio. So quali effetti ha stare seduti, proprio perché posso toccare con mano le conseguenze, ma non dubito che la questione non riguardi soltanto me. Star troppo seduti è un male che minaccia chiunque.

La sedentarietà uccide. Star seduti fa male, se lo si fa troppo. Così come stare in piedi.

La mia soluzione – recente, indi per cui mi ci sto ancora abituando – è aver comprato uno di quei supporti per PC portatili e piazzarvi la tastiera. Il monitor esterno l’ho spostato sulla mensola che sovrasta la scrivania, sulla quale ho invece lasciato il portatile. In qualsiasi momento posso scrivere in piedi o da seduto. È una soluzione forse non ottimale, ma funzionale e assai economica (il supporto m’è costato 26€; fine delle spese, sempre che si abbia già un monitor esterno).

La cosa migliore sarebbe comprare una di quelle scrivanie che si alzano e abbassano grazie a un motorino elettrico. A me non vanno bene, però: necessito di 60 cm d’altezza minima (mentre partono tutte dai 65 cm). La mia scrivania è una normale scrivania in legno a cui ho tagliato le gambe già molti anni fa, perché sono alto 172 cm e 65 cm di scrivania fanno sì che i miei avambracci appoggino sullo spigolo, se voglio appoggiare bene i piedi per terra e non tagliare la circolazione del sangue schiacciando i bicipiti femorali sul bordo della sedia… o viceversa.

Anche se non avete alcuna patologia – e ve lo auguro di cuore! – non prendete il tema sottogamba. L’ergonomia va curata nei minimi dettagli, la postura controllata. Leggete un po’ di testi su come tenere le braccia, se non avete le idee chiare (dovete appoggiare l’inizio del palmo delle mani, ma non su qualcosa di duro e spigoloso), su quale sia la posizione da seduti, l’altezza del monitor, le regolazione della sedia (se avete voglia e denaro per comprarvi una sedia norvegese, meglio! Ce l’ho in mente da un po’…), da che punto viene la luce nella stanza in cui scrivete (mai da dietro il monitor, vi rovinereste la vista. Dovrebbe entrare di lato, perpendicolare all’asse tra i vostri occhi e il monitor).

Soprattutto, non state sempre seduti mentre scrivete, per favore. Trovate il modo di farlo anche da in piedi. La mia soluzione è una. Quella più costosa è la scrivania elettrica che si può regolare in altezza (da architetto) e se siete un po’ più alti del mezzo-nano che sono io, potrebbe fare al caso vostro. Ma esistono altre possibilità, ad esempio scrivere con un tablet messo da qualche parte o stretto da un supporto con una testiera bluetooth (cosa che io faccio quando sono in viaggio; purtroppo è una soluzione con svariati limiti software). Oggi giorno è pure possibile dettare i propri testi e vederli trasposti in digitale in modo abbastanza accurato. È una gran bella cosa, se l’idea vi è congeniale: potreste scrivere ovunque con uno smartphone, seduti, in piedi, sdraiati, camminando all’aria aperta… Meraviglioso. Se vi piace l’idea di dettare, v’invidio la libertà che otterreste.

Non importa quanto sani e giovani siete, ricordatevi che il fisico non ama la sedentarietà e scrivere, purtroppo, è un’attività sedentaria.

Siamo esseri intelligenti, sappiamo ormai molto sul nostro corpo, molto più di quanto si sapesse in passato. Se non l’avete già fatto, prendete contromisure finché siete sani per restare sani.

Accendere una candela è gettare un’ombra :: Andrea

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