Mi rimetto in gioco.

Mi rimetto in gioco.

Mi rimetto in gioco. Basterebbe dire questo, se volessi riassumere.

Preferisco spiegare almeno a grandi linee, però, considerando che non sono un esordiente, che ho un passato, che tra di voi ci saranno “miei vecchi lettori”, che…

Ho avuto dieci anni per riflettere e sono cambiato.

Ho riletto qualcosa della mia passata onnipresenza in rete, più alla ricerca del mio pensiero d’allora, che al navigare tra lodi e imprecazioni varie. Sono cambiato, sì. Ciò che ho letto mi appartiene solo in quell’ostinata ricerca di dare un senso alle cose. Quanto ai metodi e in certi casi, ahimè, alle parole… stringo le labbra in silenzio.

Non sono tornato per ripartire da dove avevo finito. Riparto da zero e l’interazione con i miei lettori andrà di pari passo. Sarò me stesso, solo e quindi libero, seduto nell’angolo buio della taverna, vicino al sottoscala, come ai vecchi tempi del Fantasy. Evil grin. Resterò bello trincerato nella mia zona di comfort, insomma. Qui. Perché questo sono io e non giocherò più d’azzardo con la mia anima.

Il piano era l’anonimato più assoluto. Ed è fallito: era impossibile non esistere, legalmente, a meno che io non fossi già uno scrittore affermato. Paradossale. (E l’anima tremó… No, dai, non è così grave, mi son solo perso un bel po’ di spasso, ma mi sono anche tolto di dosso un vago senso d’incomodità e di colpa. Sono schivo se si parla di me, ma sono una persona amichevole, sociale.)

Piano B. Torno col mio nome, ma indie. Cos’ho da perdere? In fondo ho sputato sangue su Senzanome per cinque anni, me lo devo, prim’ancora di doverlo a qualcun altro.

Eppure son già passati quattro anni da quando l’ho finito e non sono ancora riuscito a pubblicarlo online. Sembra patologico. È che dovevo metabolizzare le conseguenze della mia decisione di auto eliminarmi dal gioco e le conseguenze di scegliere di tornare, ma come scrittore indie. Dovevo cambiare.

Senzanome ci metterà ancora qualche mese a uscire. Gli manca una cover degna, ma i miei fondi sono a zero e intendo farla realizzare da qualcuno che sa il fatto suo. Quindi abbiamo del tempo per conoscerci senza che il mio romanzo s’intrometta. La mia ottica è parlare a (molto meglio se con) persone appassionate di scrittura a partire dalla mia esperienza: posso parlare solo di me. Se voi vorrete parlare di… voi, sarà perfetto. Non credo ci sarà nulla di strutturato, perlomeno all’inizio. Scriverò qui sul mio sito, aprendo gli articoli ai commenti. Non farò da moderatore, non ne ho il tempo. Siate gentili l’uno con l’altro. Opinioni schiette, parole moderate. Se praticate lo zen è ancora meglio!

La rabbia distrugge la gioia.

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