Il mio 2021 di scrittura creativa

Una riflessione da cittadino. Gli obiettivi raggiunti. I progetti che verranno.

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21 Dicembre 2020

Cari Vegli, siete pronti?

 

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2020

Quest’anno è stato un anno bizzarro, drammatico… speciale.

Fuori il mondo è in fiamme. L’impronta degli esseri umani continua a farsi sempre più profonda, la temperatura media sale, le conseguenze climatiche sono drammatiche.

La prima pandemia in cento anni di storia ci ha catapultati in una realtà surreale che qualcuno insiste nel chiamare “la nuova realtà” – così come io insisto nel considerarla la stessa, condannata realtà di prima, perché la pandemia non è un incidente.

È il risultato di un mondo in fiamme.

Così abbiamo assistito alla risibile capacità di gestione della crisi da parte dell’Establishment mondiale. Boris Johnson ha parlato dell’immunità di gregge senz’avere già un vaccino pronto. Donald Trump all’inizio ha detto che il virus sarebbe sparito prima di raggiungere gli Stati Uniti, poi ha accusato la Cina di attentare al mondo, così come di recente ha accusato Joe Biden di rubargli la Presidenza grazie a brogli elettorali: senza prove. In precedenza s’è ritirato dagli accordi di Parigi con una decisione priva di effetti pratici, ma che lancia segnali devastanti sull’ambiente – perché gli Stati Uniti non sono un Paese qualsiasi per gli equilibri mondiali (e anche per questo lo cito). In Messico AMLO ha chiesto alla gente di abbracciarsi. Il Brasile Jair Bolsonaro ha approfittato per aumentare il ritmo di deforestazione dell’Amazzonia. Eccetera.

La lista di personaggi squallidi che giocano col pianeta e la vita della gente è talmente lunga che viene il voltastomaco. Nel nome di un’economia che si fonda su un sistema fallito da anni, hanno stampato tonnellate di denaro per salvare i loro castelli di carta, erodendo sempre più il potere acquisitivo di chi aveva già poco.

Leggi, si salvano il culo, mentre cambiano sistema monetario (BitCoin).

Hanno ridotto le nostre libertà e i nostri diritti. Ci hanno imposto scemenze d’ogni genere. Hanno cambiato idea di continuo, hanno raccolto tutto il male seminato negli anni precedenti con i tagli alla sanità, hanno represso. Non ultimo, si sono serviti dell’informazione per diffondere qualsiasi tipo di bestialità, così come ora la stessa informazione, fatta di lacché o in buona parte da giornalisti privi di scrupoli, ci fa il lavaggio del cervello da settimane per convincerci che il vaccino è sicuro.

Un farmaco, come il vaccino è, ha effetti che si misurano nell’arco di anni e viene applicato a un campione preciso. La vera differenza tra un vaccino e un farmaco è che il primo verrà somministrato all’intera popolazione. Quindi prendete i normali effetti avversi e moltiplicateli in proporzione per la popolazione mondiale.

Il tutto senza che l’Establishment si sia preoccupato di fare reale informazione sul nostro sistema immunitario e cosa lo affligge – a partire da cosa mangiamo, fino ad arrivare agli effetti di un’emozione come la “paura”.

I membri dei vari consigli d’amministrazione delle farmaceutiche si sono intascati milioni di dollari in azioni grazie a dichiarazioni non comprovate.

Putin ha approvato un vaccino in Fase 2, mentendo sul fatto che la figlia se l’è messo – fa ridere i polli! – in Argentina vogliono usarlo e rendere la vaccinazione obbligatoria.

Sembra che l’unica cosa che l’essere umano voglia, disperatamente voglia sia tornare alla vita del 2019, quando stavamo correndo alla velocità della luce verso la pandemia, verso il disastro ambientale e verso una società sempre più individualista e nevrotica.

Resta la consolazione per i certi passi in avanti che si sono fatti, ben descritti da Bill Gates nel suo saggio “Factfuless”. Ah, ma certo, Bill Gates è parte del complotto, la Terra è piatta e il virus non dipende dal modo in cui abbiamo ipersfruttato il pianeta e creato una globalizzazione nella più pura logica capitalistica: crescita infinita all’interno di un modello finito.

Siamo davvero così convinti che ci convenga?

La mia prospettiva

Ora, in questo quadro, con che coraggio vengo a parlarvi di scrittura? Non è difficile spiegarvelo.

Primo, è un dato di fatto che il futuro premierà l’intraprendenza e molti dei lavori che oggi esistono non esisteranno più. Quello di cui l’umanità avrà sempre bisogno, però, è il genio umano. La sua creatività.

Secondo, la scrittura e l’arte in genere, sia per l’artista che per chi ne usufruisce, non è un accessorio. È fondamentale. Esistono studi scientifici che lo dichiarano. A parte gli scettici, comunque, è indubbio che la vita non può essere un’eterna rincorsa alla sopravvivenza.

Ho avuto l’enorme fortuna di nascere nel Primo Mondo. Se stessi qui tutto il tempo a lamentarmi, pur senza aver patito alcuna conseguenza per ora – a parte le succitate limitazioni alla libertà – sarei davvero un ingrato.

Fino a oggi per me il 2020 è stato un anno importante.

Pur intristito dalle molte morti e dai passi indietro nella lotta alle povertà, ad altre epidemie localizzate che sono state spazzate via dall’emergenza della pandemia – perché il Primo Mondo aiuta finché non comincia a preoccuparsi di sé stesso – considero il 2020 un’opportunità.

Ogni crisi lo è.

Come scrittore ho provato a gestire tutto questo e frattanto di nutrire le mie ambizioni artistiche. Ho scritto un articolo ogni due giorni e mezzo in media, considerando s3nzanom3.com e Medium.com/@s3nzanom3, mi sono riaffacciato sul mondo dei forum e dei social network dopo lunga, premeditata assenza.

Ho ricominciato a scrivere narrativa.

Il giorno dopo” ha finalmente preso una forma contemporanea e quattro nuovi capitoli si sono aggiunti ai preesistenti, che attendevano da quindici anni.

Senzanome”, quando lo osservo, finalmente mi sorride, anziché farmi smorfie da lontano come all’inizio dell’anno – che erano già assai meglio del dito medio che mi aveva mostrato per anni con un ringhio fino al 2019.

Le parole scritte quest’anno sono state molte e m’hanno insegnato parecchio. La pratica in inglese su Medium ha migliorato la mia scrittura in modo sensibile, sia per quanto riguarda la mia attività da blogger, sia per quanto riguarda la mia capacità di sintesi quando racconto in italiano.

Le mie capacità di scrittura in inglese e spagnolo stanno migliorando giorno dopo giorno.

At last, ho finalmente un orizzonte chiaro verso cui muovermi.

Sono diventato uno scrittore, insomma, perché sono un romanziere e un blogger. Scrivo narrativa e saggistica. Più importante di tutto, il 2020 mi ha donato la consapevolezza di esserlo. Dopo tanta disillusione, oggi posso dire con orgoglio che lo sono.

Sono uno scrittore e il 2021 sarà un anno di fatti.

2021

Per quest’anno i miei obiettivi sono chiari. Vado con l’elenco dei progetti che ho in cantiere. Devo raggiugnerli tutti? No, ma ci proverò.

Senzanome

Questo è il progetto più importante. Necessita di un ultimo sforzo tecnico di revisione e rilettura per considerarlo bell’e completo. Non è una cosa da poco, dacché il testo è lungo e ciò che c’è da correggere sono cose sottili.

Passare dal buono all’ottimo, dopo la lettura dei lettori beta di fiducia, non è cosa semplice. L’ultimo passo è sempre il più delicato.

Allorché ultimato, la mia intenzione è quella di muovermi qui in Spagna. Esatto, anche se il romanzo è in italiano.

Credo nella legge dell’attrazione, infatti.

Vorrei presentarlo agli editori spagnoli. Ripartire da un mercato completamente diverso rispetto a quello italiano, che mi ha deluso tanto tempo fa.

Il fatto che lo scriva, significa che lo creda possibile.

Il giorno dopo

L’obiettivo è completarlo.

Devo finire la prima stesura, poi affrontare la revisione. E la scrittura di tutta la parte “storica” che introduce i suoi capitoli – un lavoro che considero un gioco dannatamente divertente, ma anche dannatamente complesso per alcuni motivi precisi. Ovvero richiederà il suo tempo.

Mi piacerebbe riuscire a pubblicarlo nel 2021, ma non sono affatto sicuro dei passi per arrivare al lieto giorno, dei tempi che saranno necessari e di come deciderò di muovermi.

Tutto può cambiare. La mia avversione all’editoria italiana è grande, quindi dubito fortemente che l’opera avrà uno sbocco “tradizionale” – nonostante se lo meriterebbe.

L’approdo naturale dovrebbe essere il self-publishing.

La scrittura intensiva

Nel 2019, riaffacciandomi alla vita, preparai e diffusi un piccolo corso di scrittura. Si chiamava “La scrittura intensiva”.

Ho deciso di riprenderlo in mano e ripartire con l’automatizzazione. Naturalmente l’obiettivo è crescere una mia “mailing list”.

Di nuovo la sua ricezione sarà una sequenza di email gestita grazie al mio account di MailChimp. Cosa che già feci nel 2019, con un discreto successo, devo dire – ma mi fermai a proposito.

Attendevo tempi migliori per ricominciare e ritengo il 2021 sia l’anno giusto per ripartire, perché quello che mancava allora era la mia attività al di fuori di quel contesto.

Visto quanto sto scrivendo, i tempi sono maturi.

Siccome adoro complicarmi la vita, vorrei darlo in tre lingue. Partirò con l’italiano, però.

Un nuovo mondo

Questo vecchio, corposo insieme di scritti che definii “piccoli consigli”, e che non oso chiamare “corso di scrittura” nemmeno oggi, è stato il testo che maggiore soddisfazione mi diede quand’ero un autore pubblicato, agli inizi degli anni 2000.

L’ho riletto e lo considero tuttora uno sforzo valido, ma voglio riscriverlo e ampliarlo. Renderlo qualcosa di degno.

Cosa sarà?

Non ne ho la più pallida idea. Forse ne farò un piccolo eBook, perché i capitoli sono 32 e il tempo da dedicargli non è poco. A seconda di ciò che diventerà, deciderò se regalarlo o farlo pagare – comunque si tratterà sempre di pochi spicci.

L’esperienza si paga, ma è ovvio che devo valutare l’effettivo valore di quanto dirò. Non sono il tipo di persona che ama sopravvalutarsi. Valuterò.

Per ora è soltanto un progetto. Tuttavia mi piacerebbe fosse pronto nel 2021, il prima possibile. Inutile dire che quando sarà pronto mi piacerebbe tradurlo all’inglese e allo spagnolo.

Medium

A gennaio ricomincerò la mia attività di saggistica su Medium, ma questa volta darò una direzione precisa ai miei articoli.

L’idea è di scriverne di meno lunghi e di seguire uno scrittura che mi sia congeniale, per rendere l’attività una sorta di “valvola di sfogo” desiderata.

L’impegno è gravoso, quindi dev’essere un diletto affrontarlo o finirei per mollare presto.

Considerando tutte le cose che vorrei scrivere quest’anno, di sicuro non è semplice essere regolari su Medium, scrivendo in una lingua che non è la mia e con la quale non ho sufficiente dimestichezza per andare sparato come un razzo a 45 P/M di media.

È indubbio che la mia priorità siano i romanzi, nel 2021.

Il diario dello scrittore

Se vi interessa avere aggiornamenti sulla mia attività, tenetelo d’occhio. È il luogo dedicato alla mia attività quotidiana di scrittura. Lì è dove parlo di difficoltà tecniche, di soluzioni, d’estro e di creatività.

Molte idee interessanti e digressioni che possono interessare chi scrive vengono riportate soltanto lì.

È il luogo in cui deposito il mio “Vivere la scrittura”.

Il canale YouTube / IGTV

Si chiama “Vivere la scrittura”.

Ebbene sì, esiste da qualche settimana un mio canale in cui parlo di scrittura – in italiano e spagnolo. Questo progetto mi pare una sorta di chimera, lo confesso.

Ho constatato nei giorni passati quanto tempo prenda preparare video, registrarli, editarli… eccetera. Fossi un tipo scafato che è abituato alla telecamera, forse sarebbe fattibile.

La realtà, però, è che considero questa cosa un po’ troppo ambiziosa al momento. Sia chiaro, per il tempo che ho a disposizione, perché altrimenti non è qualcosa che abbia grandi pretese e potrei farla senza tanti patemi d’animo –non sto parlando della qualità dei video di Masterclass, intendiamoci.

È solo che le mie priorità sono di scrittura.

Vediamo se il progetto prende corpo. Frattanto farò come ho fatto su Medium durante il 2020: pubblicherò qualche video ogni tanto. Poi, vediamo, da cosa nasce cosa.

Dovesse piacere, lo noterei. E se qualcosa piace, è lì che devi battere il ferro finché è caldo…

E tu? Quali sono i tuoi progetti di scrittura per il 2021?

Ciao!



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Vivere la scrittura




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