L’immaginazione e il Sistema

Un’epoca che denigra l’immaginazione è un’epoca decadente. Se i visionari sono costretti alla marginalità, significa che la ragione è morta.

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30 Marzo 2021

Non si fa perché manca la volontà.

Chi sa (loro): “Ti sbagli. È che non si può.

L’ignorante (io): “Cosa? Distruggere un’economia già in picchiata?

Loro: “È complicato.

Io: “Non ne dubito, ma da quando in qua “complicato” significa che non si faccia una cosa? Solo “impossibile” lo impedisce. E la storia insegna che molti “impossibile” erano preconcetti e prospettive becere.

Loro: “Tu non sai. Non capisci.

Non capisco, penso. E mentre lo penso mi guardo attorno.

Capisco molto bene l’ultimo rapporto del WWF, ad esempio. Non parla di animali e piante: parla di quello che accadrà a noi, dopo che sarà accaduto a loro – se proprio si vuol usare una visione utilitaristica, antropocentrica della drammatica situazione in cui ci troviamo.

Cosa c’è da capire di più? Non basta?

Qualcuno ha ascoltato gli scienziati che da decenni provano a far capire l’antifona? Li si dileggia, squalifica, li si taccia di “allarmismo”, salvo che l’anno successivo il loro “allarmismo” viene sistematicamente smentito da una realtà peggiore, da un’accelerazione esponenziale.

Le parole sono sempre le stesse da trent’anni a questa parte. Probabilmente da molto di più, ma prima pensavo soltanto a giocare e non ne ho memoria.

Siamo andati oltre l’orlo del collasso e in giro si vedono ancora negazionisti – ne conosco anch’io qualcuno e non ho conoscenti stupidi. Si tratta di persone intelligenti. Del resto la stessa esistenza dei terrapiattisti nel 2021 parla di quale resilienza mentale hanno gli imbecilli, a questo mondo.

Imbecilli? No, è impreciso. Non è quello che penso.

L’idea che mi sono fatto è che non si vuol capire perché fa paura o per menefreghismo. C’è chi pensa soltanto al proprio culo e non si rende conto che il muro sta arrivando a tutta velocità. A volte, caso un po’ più comprensibile, i più anziani se ne fregano perché il muro arriverà quando loro saranno già schiattati.

Io penso a mia figlia, invece, che ha 7 anni.

È evidente che l’Establishment mondiale, le lobby, gli interessi economici mascherati da necessità politiche, le connivenze, la corruzione sono una sorta di patto internazionale su come è meglio “cambiare” affinché resti tutto come prima, tacito e strisciante. Ma anche no, spesso alla luce del giorno: basta dire le paroline giuste e le masse anestetizzate annuiscono. È cosa buona e giusta. Ormai accettiamo qualsiasi cosa.

Tutta questa gente che si veste bene, parla secondo il “politically correct” e segue la logica della “real politik”, mentre pensa (a noi) in modo volgare, si assume la storica responsabilità di non fare ciò che va fatto.

Il peso diverrà insopportabile molto presto, temo.

(Parentesi. Per me lo è già. Semplicemente non mi spiego come chi ha certe responsabilità riesca a dormire la notte, nonostante il modo in cui sta gestendo la situazione – forse l’unica spiegazione che ho è che sono vittime a loro volta di un “lavaggio del cervello sistemico”. E non sto parlando della pandemia. Forse si servono quotidianamente dei più preparati psicologi ed esperti per riuscire ad annullare un simile peso. O magari sono alieni, chi lo sa? Sarà che siamo stati invasi e sono i Visitors coloro i quali hanno comandato negli ultimi decenni? Potrebbe essere… Si spiegherebbe questa quasi totale assenza di empatia e buonsenso.)

Ecco, il solito ribelle senza causa”, più d’uno penserà. Anarchico perché fallito, anti-sistema con le Nike ai piedi…

Già. È sempre stato facile squalificare per non affrontare.

Sai perché non lo dico da una prospettiva anti-sistemica? Perché non si tratta di giudicare il sistema. Non è ciò che io faccio, perlomeno. A me, sinceramente, non interessa gentaglia che fa calcoli sulla pelle delle mie sorelle e dei miei fratelli. Non è il sistema che fa schifo, infatti, è quella volgare gentaglia che io disconosco: non sono miei leader, non sono d’ispirazione, non li ho votati e per quanto mi riguarda i loro discorsetti sono tutto fuorché interessanti. Aria fritta. Merda venduta a peso d’oro.

Gli esseri umani sono natura e io amo la natura. Da sempre penso che siamo talmente tanti che, se soltanto ci mettessimo d’accordo, sarebbero fottuti.

V per Vendetta” non è soltanto un film. Anonymous esiste. C’è gente che s’è stufata da tempo. Esperti informatici. Artisti fuori dagli schemi. La società civile che si adopera per cambiare le cose dal basso, ovvero civili come te e me che spezzano alcuni anelli delle catene con cui hanno imprigionato l’umanità.

Ahinoi, si sono infiltrati in ogniddove e senza posa, tanto che il loro messaggio mellifluo è divenuto incessante, ha impregnato la realtà stessa. Il risultato? Oggi chiunque dubita di tutto, anche chi prova ad affrancarsi, come me. Sono un tipo deciso e ho idee chiare in merito a certe tematiche, il problema è sempre lo stesso: capire cosa anima certe realtà, i ribelli del 2021, se un vero spirito rivoluzionario a favore della collettività o l’interesse personale.

È difficile capirlo.

Non c’è luce che non generi ombre a questo mondo. È complicato decidere chi vuole cambiare per davvero e chi, invece, vuole perdurare o, peggio, sostituire.

A me l’Establishment non interessa, se non fosse che continua a mettermi i bastoni tra le ruote. Vuole gestire la mia vita. E per uno che da sempre è abituato alla propria indipendenza intellettuale la cosa è piuttosto fastidiosa.

Non c’è molto da dire. Pagheremo tutti tanto quanto la fauna e la flora mondiali. L’Establishment non subito, forse, ma sfido chiunque ad amare una vita da dentro un bunker in Nuova Zelanda – non ci credete? Non ne avete mai sentito parlare? Andate a cercare cosa si stanno costruendo i più ricchi del mondo.

Certo, già sento i dubbi… Ricordi? Incessante e chiunque dubita.

Può essere una di quelle paranoie da ricchi sfondati, che quasi quasi temono la propria ombra. Una sorta di Michael Jackson che si mette i guanti per non toccare più “microbi”, dimenticando quanti vivono in simbiosi su di lui. Può essere, dacché non ho certezze e non sto qui a delirare convinto che le mie siano verità. Purtroppo mi bastano i soli sospetti per rovinarmi l’umore o per preoccuparmi.

Cerco di scrollarmeli di dosso, perché preoccuparsi è la forma sbagliata dell’occuparsi.

Eppure il sospetto è forte di fronte a un’indizio grande quanto quei bunker. Capiscimi, sospetto quando cominciano a farlo in massa, spendendo tanto denaro. Significa che qualcosa sospettano pure loro – o forse sanno – mentre ci dicono che gli accordi di Parigi saranno sufficienti, per poi voltargli le spalle e rimangiarsi la parola a ogni megaraduno internazionale, che è l’occasione perfetta per un altro po’ di crapula e inquinamento.

Se c’è una cosa che Loro non sono inclini a fare è spendere male i propri soldi. È per questo che sono così ricchi: sanno quali investimenti valgono il loro denaro.

Quei bunker costano un fottio. Pensaci. E sospetta.

Certo, tra tanti attori, considerando l’ameno gruppetto a livello mondiale, c’è sicuramente chi prova a fare le cose per bene e che ha davvero a cuore le nostre sorti. Tuttavia le mosche bianche non sono mai riuscite a deviare il corso autodistruttivo dell’Establishment contemporaneo, il peggiore che la nostra specie ricordi.

Del resto, anche chi non è malvagio è assai probabile faccia le cose male, se la convinzione è che questo sistema sia l’unica via possibile.

Un’era sta finendo. Rendersene conto è aumentare le probabilità di non morire in troppi, durante i prossimi decenni. Ancora una volta, Limits to Growth l’aveva predetto con precisione nel 1970 e un ricalcolo agli inizi degli anni 2000, aggiornando variabili e introducendo nuovi parametri, l’ha confermato.

Avremmo schivato il collasso soltanto evitando che la crescita della popolazione mondiale superasse livelli già superati da tempo e limitando la quantità di denaro a un tetto massimo.

Il collasso è graduale. Sarà doloroso.

Ne stiamo vedendo i primi effetti da qualche anno. O non te ne sei accorto? Non ti sei accorto dell’accelerazione? Le crisi economiche si susseguono. Le crisi di tutti i tipi si susseguono, in realtà.

La stessa pandemia è un sintomo, perché non dipende da un singolo pipistrello o dal pangolino che provò a divorarselo, né dal cinese che finì per contagiarsi.

Dipende dalla sistematica distruzione della flora che spinge la fauna ad avvicinarsi all’essere umano in cerca di cibo che il suo habitat distrutto non genera più. Leggi, se non credi a me. Ed è per questo che l’attuale pandemia è considerata soltanto la prima. Ce ne saranno altre. E sarebbe potuta essere peggiore, tipo la MERS, che ne uccideva 1 su 3, ma per fortuna veniva dai cammelli e venne circoscritta nel deserto.

Insomma, in questo panorama vagamente inquietante, pensi che con simili preoccupazioni io possa star lì a pensare proprio a quell’Establishment? Ha senso? È quella la soluzione? Cambiare il capotreno, mentre il treno viaggia a tutta velocità verso il ponte che è crollato nell’abisso sottostante?

Per quale folle ragione dovrei trascorrere il mio tempo preoccupandomi di cosa faranno i massimi sistemi? L’unica cosa che posso fare è vivere appieno e provare a cambiare io per primo. Aiutare nel mio piccolo. Fare la mia parte.

L’unica cosa che conta, non importa come, è fermare il treno. O perlomeno rallentarlo tanto quanto basta affinché tutti, vecchi e bambini inclusi, possano saltar giù prima che sia troppo tardi.

Se ce la facessimo, che il capotreno precipiti assieme al treno. Non me ne frega niente.

Cosa c’entra tutta questa pappardella delirante con la scrittura di genere? Be’, sono un romanziere: il mio piccolo è scriverne e, attraverso l’arte, riflettere, divulgare, trasmettere un sentimento di appartenenza, di sdegno e di urgenza.

Non cederò alla mia visione d’Architetto INT-J un po’ sconfortante. Visiono, visualizzo, pianifico, unisco i puntini lontani e, non appena il disegno appare, comincio a colorarne le forme.

La Terra è un palla circodata dal vuoto a cui la febbre sta aumentando. Di questo si tratta, se si vuol vedere il disegno generale, di unire i puntini lontani. Niente di più.

Il fantastico in senso lato

Ciò che gli scrittori di genere fanno, da decenni, è parlare delle lezioni storiche e di ciò che è e di ciò che potrebbe essere per mezzo di potenti allegorie del presente.

Tutti? No, parlo dei più grandi, così come accade anche al di fuori di questo variegato e spumeggiante contenitore della letteratura.

Perché John Ronald Ruel Tolkien scrisse “Il Signore degli Anelli”? Ormai lo sanno anche la pietre che quella era un’allegoria del mondo industriale che stava fagocitando le sue adorate campagne. Aveva la vista lunga, prevedeva il futuro.

Bisogna avere il coraggio, oggi, nel 2021 di dire che il nostro modello di sviluppo planetario è sbagliato e ha fallito. Non esiste soltanto il fallimento del Comunismo, esiste anche quello del Capitalismo. L’unica differenza è che il secondo è sopravvissuto al primo e che molti ancora si ostinano a non accettarne la fine ormai consumatasi.

Stiamo decadendo. Non noi come specie, noi capitalisti. Il capitale ha fallito. Stampiamo tonnellate di nuovo denaro, sforando qualsiasi ragionevole parametro.

Questa non è economia, sono punti di sutura su un corpo sempre più lacerato: non stiamo facendo altro che protrarre l’agonia. E non è che non sia d’accordo, capiamoci. Se la cosa serve a darci il tempo di cambiare in modo meno doloroso, facendo meno vittime, va bene.

Ti sei mai chiesto perché il Bitcoin ha una quantità fissa nel suo DNA?

Non si tratta più di ostacolare, ma d’instradare. È troppo tardi per non utilizzare la potenza di fuoco dell’Establishment. Senza è finita. Triste dirlo, ma è tempo di parlare al nostro comune nemico.

Bisogna fargli capire che la prospettiva di rinchiudersi in un bunker e, da lì, osservare il pianeta fagocitare i tuoi simili senza sapere quando mai potrai uscirne, be’… è una follia. Sono pazzi e non sanno d’esserlo.

Il nostro futuro è in mano a dei dementi che non sanno più cosa fare, se non come salvarsi il culo. Il loro, esatto, non il nostro.

Ammesso che serva, comunque stampare tonnellate di denaro non può essere la scusa per dire che faremo in tempo, che si può andare avanti così, che il Riscaldamento Globale non esiste, che non siamo noi la vera causa di quest’accelerazione esponenziale sotto gli occhi di chiunque non sia così miope da vedere tutto sfocato a un metro soltanto dal proprio naso.

Quando penso alla letteratura di genere, penso a tutto questo. Al modo migliore di analizzarlo, comunicarlo e fare breccia. È come se vivessimo tutti un assedio al contrario: loro chiusi nel loro castello inespugnabile, mentre pianificano il cambiamento e chi resta fuori si fotta. Morirà tra le fiamme, respirando gas venefici, sfinito dagli stenti… Qualsiasi cosa va bene: “Non entreranno!” si dicono.

Voglio. Il. Mio. Bunker. Pronto. Entro. DOMANI!

Cribbio.

C’è qualcuno capace di dirlo con forza? C’è ancora qualcuno che capisce quanto l’ottimismo sia una menzogna? L’atteggiamento va bene nelle nostre piccole vite, nel quotidiano, ma per salvarci il culo senza che miliardi siano sterminati nei prossimi due, tre decenni, bisogna capire che la situazione è drammatica e senza ritorno.

Ce la faremo, questo credo.

Ma bisogna spingere. E la letteratura di genere deve ricominciare a spingere con forza e foga contro i nemici del futuro. Il fatto che lo faccia con assai meno forza che in passato è un segno di decadenza.

E, se lo fa, lo fa nelle nicchie, underground, perché la Cultura non ne vuol sapere di ribellioni. Taci e fa’ quello che ti diciamo noi. Avrai come ricompensa il comfort.

Buona notte ai lumi della ragione.

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