Ripartenza a rallentatore • 13

Prima settimana a rilento, ma conto di rifarmi con gli interessi la prossima. Abbisogno di tempo per ingranare su Medium. Mentre la narrativa va a gonfie vele.

29 Agosto 2020

25-27 August 2020

Prima settimana del nuovo corso. Cominciata a rallentatore, perché ieri non sono riuscito a fare nulla. Dormo male – sarà un cambio di stagione o il caldo umido? – e di giorno sono stanco. Perlomeno oggi son riuscito ad alzarmi a una hora decente e scrivere.

Il giorno dopo

Ho scritto la scena degli Elfi che mi attendeva da 15 anni! Il Capitolo 22˚ è finalmente concluso. Il 21˚ era già scritto. Ora tocca il 23˚: di nuovo gli Elfi e c’è un perché. Le conseguenze di ciò che è accaduto nel 22˚ sono dirette e immediate.

L’ultima scena, dopo tanti anni a rimuginarvi, è venuta completamente diversa a quello che m’ero sempre aspettato. Una volta di più, all’estro non si comanda, non importa quanto tiempo si dia al pensiero per pianificare. Quindici anni d’attesa dovrebbero essere sufficienti a dimostrarlo.

La scena mi soddisfa, nonostante la stranezza della sequenza e della prospettiva. Quando meno me l’aspettavo, gli Elfi si son messi a fare gli Elfi. LOL. Perfetto! Significa che la Transizione ha ottenuto l’effetto sperato, dando loro una caratterizzazione convincente che ora sento e che, di conseguenza, affiora.

Se una caratterizzazione non si sente, è come un corpo estraneo che forza lo scrittore e produce risultati incoerenti. Per sentirla bisogna prestare attenzione, focalizzarsi e darle corpo. Non è una cosa che nasca spontaneamente.

Morale, sono piuttosto soddisfatto. La scena è stata scritta, il risultato è inaspettato e convincente – per me, ovviamente. Il lettore giudicherà a modo suo e, comunque, siamo soltanto alla prima stesura. Molte cose possono cambiare.

Ora anche gli Elfi hanno fatto un passettino in avanti. Col prossimo capitolo ne faranno uno bello lungo. Poi – finalmente! – tornerò dai Nani, che sono furiosi con me per essere stati dimenticati per quindici anni…

Non c’è problema, gli spiegherò che non li ho mai dimenticati. Per questo sono tornato.

La mia non-fiction urge organizzazione

Come da titolo. Mi rendo conto che se non imposto per bene gli articoli fin dapprincipio, perdo il filo e vado per la tangente. La cosa non è mai un problema quando scrivo in italiano, perché dominando la lingua riesco a osservare il flusso di parole con chiarezza. Vedo subito e correggo.

In inglese, invece, sono assai più impegnato sul linguaggio e il resto sfoca a tal punto che finisco per andare fuori tema – o per allungare il brodo.

Ergo, ho messo in pausa la scrittura del primo articolo e analizzo il modo in cui vorrei preparare gli articoli. Ciò detto, stamani ho comunque scritto quasi 1.000 parole d’articolo.

Come detto, questa fase di produzione dei primi 6 articoli servirà proprio a creare un metodo di base, da seguire per aumentare la produttività e ridurre al minimo il tempo perso – che è una questione assai spinosa.

Sono anche piuttosto stanco, va detto. Le prossime due settimane sarò in vacanza e ne ho un gran bisogno. Ne approfitterò per fare alcuni esperimenti…

28 August 2020

Riflessioni boschive

Consueta camminata nei boschi di Collserola per finire la settimana lavorativa in bellezza. È stata più rapida del solito, perché già alle 9 di sera la luce è l’ultima. Ciò nonostante è stata una proficua chiacchierata tra me e i Vegli – Coloro che Tutto Sanno e Tutto Ascoltano

Quanto ho da dire, però, ho deciso che sarà argomento per il prossimo articolo in italiano, qui su s3nzanom3.com. Non può essere una pagina del diario, è un tema che merita maggiore risalto e attenzione.

Parlerò di come i “pianificatori” siano comunque soggetti all’estro, liberi. E di come una della qualità principali che uno scrittore deve possedere è una grande dose di flessibilità mentale, perché i piani cambiano continuamente e ci si deve adattare. Altrimenti la storia fluisce a valle tra pianti e singhiozzi.

Frattanto sono andato avanti con Il giorno dopo. Ho scritto la la prima scena del nuovo capitolo dedicato agli Elfi: l’incubo con cui ricomincio a scrivere anche le vicende di questa razza.

Se il primo era una rivisitazione di un TED talk, questo secondo incubo è pari pari la messa in scrittura di uno che ho avuto di recente. Era terrificante, davvero. Mi sembrava di stare in un film horror, in prima persona. Il vento, le fronde scure, le grida atroci… Il panico scappando da non sapevo nemmeno io cosa, da solo. Orribile.

E vivido. Così vivido che ancora me lo ricordo in modo dettagliato.

L’incubo m’è rimasto così appiccicato addosso che mentre lo scrivevo, nelle sue parti finali, mi sono venuti i brividi e avevo la pelle d’oca lungo le braccia. Mai successa una cosa simile, ve lo confesso.

Ancora più sorprendente se penso che non stavo scrivendo da solo, al buio – come piace a me. Qui nel nostro studio, c’era mia moglie, seduta alla sua scrivania con la sua luce accesa.

Incubo potente, che non credo scorderò mai più a questo punto. Peccato. Forse era meglio lasciarlo andare…

Vabbè, il Capitolo 23˚ è stato iniziato. Non dovrebbe essere lungo. Ve lo saprò dire presto. Avrei dovuto finirlo questa settimana, ma non è stato possibile. E adesso viene il sacro family time!

Comincio la marcia d’avvicinamento alla deadline in ritardo, dunque. Tipico mio; infatti non sono preoccupato. Avevo da fare. Dovevo organizzarmi per scrivere gli articoli di Medium e ho usato quasi tutto il tempo a mia disposizione per quello.

Ora godrò di due settimane in vacanza. Yes! Durante la prima sarò solo in casa. Necessito testare la mia capacità di scrittura a pieno regime. Momento perfetto per capire alcune cose fondamentali e, soprattutto, per ingranare.

La seconda sarò al mare, ma avrò comunque tempo di scrivere, non v’è dubbio. Anche perché io non sono affatto un animale da spiaggia: detesto la calca e da buon montanaro soffro il caldo. Posso godere del mare durante le prime ore del mattino e le ultime del pomeriggio. La spiaggia del mezzogiorno, invece, mi fa lo stesso effetto che farebbe a una medusa.

Aggiungeteci il cugino Covid e capirete che qualche ora al giorno per scrivere la troverò di sicuro.

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