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14 Giugno 2024
N on riscontro nulla di grave nelle opinioni di chi la pensa in modo opposto al mio, sempre che si limiti a ciò che le o gli piace. Se invece esprimerle comporta tacciare chi la pensa in modo diverso d’avere una prospettiva errata…
Il genere fantasy nella storia
Il fantasy è sempre stato latore di elucubrazioni filosofiche. Non esiste genere che abbia maggior potenziale nel porsi domande che s’interroghino sugli aspetti sconosciuti e spesso inconoscibili dell’universo.
La filosofia implica lo studio della natura dell’universo, quindi si potrebbe azzardare che il fantasy s’addentri in un sottoinsieme della filosofia, quello del meraviglioso – concetto che non va limitato a ciò che è “favoloso”, dacché comprende in sé anche lo “spaventoso”.
Il “sense of wonder”, esatto. Proprio quel senso del meraviglioso che sin troppo spesso, in anni recenti, ha smesso di affascinare molti contemporanei e quindi perso potenza, in virtù di soluzioni semplicistiche, quando va benissimo duali, che non apportano granché a tematiche annose.
E no, non sono mai andato d’accordo con chi dice che è già stato scritto tutto, se l’affermazione comporta che rielaborare è inutile. Bisogna attualizzare i concetti alla contemporaneità, che offre spesso novità significative (pensate, ad esempio, alle AI oggi: c’erano nel ‘900?). Oppure, secondo esempio, vogliamo dire che oggi il modo di corteggiarsi è lo stesso del 1990?
Ci siamo capiti.