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19 Ottobre 2025
È venuto il tempo di affrontare i demoni della mia creatività. Devo discendere questa spirale di violenza e tenebra. Anche chi non crede al cinismo di certa letteratura di genere, come me, sa che fare i conti con la realtà è sempre necessario. Ovvero la differenza la fa la prospettiva con cui si guarda alle cose.
Del resto l’ho sempre sostenuto: è attraverso il reale che si parla di ideali, che altro non sono che sogni realizzabili. Il fantasy assurge a narrativa di qualità nel momento in cui permette di riflettere su qualcosa di concreto, che sia la “semplice” natura dell’essere umano o siano temi ancora più complessi, cioè che non riguardino il singolo, ma la collettività.
E quindi come potrei scrivere un’intera saga che parli del (mio) ideale di società globale – del concetto universale di società ideale, diciamo – evitando di affrontare il momento in cui lo tradiamo tragicamente in ogni possibile modo? Come potrei non discutere di chi crede la soluzione sia la violenza, in qualsiasi forma essa si presenti?